Gestire i costi nel Food: una chiave per conquistare nuovi clienti e mercati

gestire i costi nel food

Se esiste un tema aziendale trasversale è sicuramente il controllo dei costi. La loro gestione organizzata, tuttavia – il cost management – non è diffusa allo stesso modo nei diversi comparti.

Peculiare il caso del Food & Beverage, settore chiave per la nostra economia: secondo dati ISMEA, l’agroalimentare italiano è primo in Europa per valore aggiunto con 31,5 miliardi di euro, il 10% del totale UE, e secondo solo alla Spagna per incidenza sul PIL con il 2,2%, che ne fa il secondo settore economico del Paese dopo la meccanica.

Un comparto caratterizzato dalla presenza di molte aziende piccole e medio-piccole, spesso di famiglia. Che, se da un lato sono il segreto della capacità tutta italiana, apprezzata nel mondo, di coniugare artigianalità e innovazione, dall’altro faticano talvolta a introdurre un approccio più manageriale. Un equilibrio sempre più difficile da mantenere in uno scenario dove i margini vengono erosi dalla crescente competizione e da consumi stagnanti. Sempre secondo ISMEA, il 2018 si è chiuso in Italia con una crescita della spesa alimentare molto modesta rispetto al 2017 (+0,3%) e il 2019, con l’economia mondiale in rallentamento, non lascia presagire numeri migliori. Come agire dunque in modo strutturato sulla leva dei costi per mantenere o migliorare i margini?

“Anche le aziende agroalimentari oggi sentono molto il problema di ottimizzare i costi – spiega Walter Andinucci, partner di Parallaksis per il settore Food & Beverage – . I prodotti sono soggetti a una continua evoluzione dettata tanto da stringenti criteri normativi, che cambiano con frequenza, quanto dalle pressioni provenienti dal cliente. Pensiamo ad esempio alla necessità di riformulare un prodotto in chiave free-from, come ‘senza glutine’ o ‘senza olio di palma’, o di ridefinire le porzioni per rispondere alla richiesta di nuove demografie come i single. Cliente che può essere sia il consumatore finale, oggi sempre più informato ed esigente, quanto un cliente business che impone delle specifiche. Ad esempio la GDO, specie oggi che è in crescita il segmento dei prodotti a marchio delle catene, il cosiddetto ‘white label’”.

“In questi processi si nascondono molti costi impliciti – prosegue –, ad esempio il valore del tempo perso in riunioni per condividere informazioni di cui sono in possesso solo alcuni soggetti, come un aggiornamento normativo, o alla necessità di valutare in anticipo i costi di ricerca e sviluppo. Per affrontare in modo comprensivo questi problemi è necessario adottare un approccio che guarda al ciclo di vita del prodotto, un sistema di product lifecycle management, e soprattutto un approccio collaborativo che permetta di condividere le informazioni rilevanti e individuare i punti lungo la catena del valore dove è possibile ottimizzare i costi”.

“Una piattaforma collaborativa come Collaboration Desktop di Parallaksis, declinata nel modulo specifico F4F – Framework for Food, è una risposta efficace a queste esigenze – conclude Andinucci –. Grazie all’integrazione con i gestionali, è possibile gestire in modo semplice la distinta base quando occorre cambiare una ricetta e si possono predire i costi di ricerca e sviluppo. L’integrazione di database esterni permette, ad esempio, di condividere in tempo reale un aggiornamento normativo o di riformulare in modo automatico le tabelle nutrizionali secondo i diversi criteri nazionali, quando si decide di entrare in nuovo mercato. Senza contare la possibilità di gestire in modo condiviso il processo di creazione del packaging, un aspetto fondamentale, ma anche costoso, nel successo del prodotto. Tutti i soggetti coinvolti possono contribuire alle fasi di sviluppo, anche in modo qualitativo, consentendo di focalizzare le risorse solo sulle versioni più probabili da implementare”.

Con un approccio di gestione del ciclo di vita, informazioni che prima erano relegate in un foglio Excel, o magari nella memoria di un singolo collaboratore più esperto, diventano patrimonio condiviso dell’azienda e contribuiscono in tutte le fasi a ottimizzare i processi – con vantaggi sui costi che non solo non vanno a scapito della qualità, ma anzi contribuiscono a migliorarla ulteriormente. Attraverso l’uso integrato di una soluzione di PLM, il cost management si coniuga quindi con i processi di gestione dei costi, della ricerca & sviluppo e del marketing per costituire un modello di business complessivo orientato a una più rapida risposta alle evoluzioni dei mercati. Il tutto con un sistema semplice da utilizzare e scalabile, che lo rende accessibile anche alle piccole e medie imprese.

 

Per saperne di più sul modulo F4F di Parallaksis Collaboration Desktop: F4f Framework For Food.

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